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Ogliastra da scoprire...lontano dalla solita Sardegna
L' Ogliastra è sicuramente una tra le zone più belle e suggestive della Sardegna. E' un territorio vario, tutto da scoprire, percorrendo il quale si potranno ammirare sia le impervie e affascinanti montagne del meraviglioso massiccio del Gennargentu sia una costa straordinaria, ricca di cale e spiagge dalla bellezza unica. Tutta la regione appare come un anfiteatro immenso rivolto verso il Mar Tirreno, delimitato dal Supramonte e dal fiume Codula di Luna, a nord, e dai rilievi tabulari di Jerzu e dalle colline del salto di Quirra, a sud.
Il suo territorio, di 1.838 Kmq, è caratterizzato da pianure, altipiani e montagne vertiginose che rendono il paesaggio molto suggestivo. La presenza di panorami indimenticabili, quindi, da quelli di montagna a quelli costieri, risponde alle esigenze di tutti i turisti, sia di coloro che preferiscono trascorrere le vacanze con relax e tranquillità tra il profondo silenzio dei monti, sia di chi adora distendersi sulla sabbia dorata delle splendide spiagge sotto un sole cocente.
La fascia costiera è caratterizzata da lunghe sequenze di scogliere alte e rettilinee, da vaste insenature senza approdi e da fondali pressochè bassi e sabbiosi, mentre l'entroterra è ricco di vasti boschi di lecci, castagni, tassi, querce, ulivi millenari e pini marittimi, all'interno dei quali trovano l'habitat naturale daini, cervi, mufloni, cinghiali, lepri, conigli, pernici e quaglie. Varia e ricca è anche la fauna ittica: mentre i fiumi abbondano di trote e carpe, i mari sono pescosissimi di aragoste, orate, cernie, polpi, ricciole, saraghi, spigole e altri. L'Ogliastra, inoltre, è una terra di formazione geologica molto antica, risalente alle Ere del Mesozoico e del Giurassico (circa 155 milioni di anni fa); è ricchissima di minerali, di rocce basaltiche e di particolari filoni quarziferi di porfido rosso, unici al mondo. 
Grazie soprattutto alle sue caratteristiche ambientali e, naturalmente, alla presenza di un porto attrezzato, quello di Arbatax, e del piccolo aeroporto di Tortolì, da diversi anni la zona ogliastrina è in continuo sviluppo turistico. Migliaia di villeggianti sbarcano nell'isola per visitare i centri più rappresentativi de
lla zona, venendo a conoscenza delle loro tradizioni, usi, costumi e soprattutto di due realtà economiche molto differenti: quella pastorale, tipicamente montana, e quella agricola dell'area costiera, la quale beneficia di un clima favorevole a tutte le colture, mite d'inverno e caldo d'estate. Di grande importanza per lo sviluppo del turismo sono i servizi ricettivi della zona, che vanno sempre più crescendo e migliorando con il passare del tempo. Tra villaggi turistici e campeggi, alberghi e residences, i turisti non hanno altro che l'imbarazzo della scelta, con possibilità di prezzi molto interessanti ed accessibili. Insomma, per coloro che vogliono vivere una vacanza diversa, tra delle bellezze naturalistiche più uniche che rare, si consiglia vivamente di visitare l'Ogliastra, un angolo di paradiso sperduto in quel della Sardegna centro-orientale.
Video Link agg. al 25/11/2008:
http://www.youtube.com/watch?v=9zeELvA2FDg
http://www.youtube.com/watch?v=xF-KRiOT1Y0&NR=1 (bellissimo)
http://www.youtube.com/watch?v=WSTAG9Lzc4E&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=Epw9uxGE7Ss&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=nzo5FkU81mE&NR=1
Gli splendidi panorami
dell'interno ogliastrino
L'Ogliastra può sicuramente vantare la presenza di una costa meravigliosa, ma è altrettanto bello e suggestivo anche il suo interno, fra i più intatti dell'isola e dell'Italia e appartenente, in parte integrante, al Parco Nazionale del Gennargentu. Il territorio di Baunei, oltre a possedere una costa dai tratti stupendi, è circondato dall'imponente Supramonte di Baunei, ricoperto da un manto di una rigogliosissima vegetazione di macchia mediterranea composta da lecci, ginepri, pini, sugheri, mandorli e cespugli di cisto. Nel suo interno, inoltre, sarà possibile ammirare diverse specie di mammiferi immersi nel loro habitat naturale, come volpi, cervi, cinghiali, ricci e donnole, o caratteristici uccelli come il falco pellegrino, la poiana, il gufo e il barbagianni.A nord di Santa Maria Navarrese le montagne del Supramonte si affacciano a picco sul mare: tra di esse, è necessario ricordare il bellissimo Capo di Monte Santu, caratterizzato da altissime falesie di roccia calcarea ricoperte da una fitta vegetazione di lecci e di macchia. Da tali falesie è possibile ammirare un fantastico paesaggio su Cala Gonone e su gran parte del Golfo di Orosei. Anche la bella Cala Goloritzè è sormontata da delle roccie maestose, le cosiddette Falesie dei Falchi, tra le quali spicca in altezza il Monte Coroddi o Aguglia, con i suoi 148 m. e a picco sul mare. Il contesto paesaggistico è reso ancora più interessante dalla presenza della straordinaria Codula di Sisine, delle aspre montagne che dominano l'omonima cala. Circa 5 Km di falesie meravigliose, poi, separano Cala Sisine da Cala Luna, posta a ridosso del vasto promontorio Su Masongiu, sul quale spicca la caratteristica Punta dei Lastroni. Per poter visitare il Supramonte di Bauneiè necessario percorrere la S.S. 125 , per poi imboccare una stradina asfaltata che si trova a circa 2 Km da Baunei. Seguendo la strada si giungerà sull'altipiano di Golgo, in origine un vasto sprofondamento di terreno calcareo dell'Era Quaternaria, riempitosi di lava basaltica nelle Ere successive, presso il quale è presente la splendida chiesetta di S. Pietro di Golgo. L'altipiano è particolarmente caratteristico in quanto possiede un profondo inghiottitoio, la cosiddetta voragine di Golgo o S'Isterru, di 295 m., situato nella sua parte orientale e formato da rocce calcaree. La zona montana che costeggia il mare ed è attraversata dalla Strada Orientale Sarda 125 non è meno interessante. Di straordinaria bellezza sono i paesaggi che si estendono da Baunei a Tertenia. A circa 16 Km da Baunei, infatti, è possibile prendere una piccola stradina che conduce all'altipiano di Marghine sud, nel Supramonte. L'area è ricchissima di stradine e sentieri molto suggestivi, tutti da visitare nel bel mezzo della natura, circondati da foreste rigogliosissime e frequentati da una fauna varia e selvaggia. Con la presenza di una guida è
possibile percorrere i diversi sentieri, alcuni dei quali portano alla Cala Luna; verso occidente si può notare la presenza dell'altissimo Monte Turusele, di 1.024 m., oltre il quale si ergono le vette della Codula di Luna. Sempre proseguendo sulla S.S. 125, sarà possibile ammirare anche i bellissimi boschi che rivestono la Punta S'Abbatorgiu, di 943 m., e le alte cime dell'altipiano Marghine nord, nei pressi del paese di Urzulei, su cui spicca l'impervio Monte Is Gruttas, di 1.089 m., dominando una enorme vallata.Il territorio meridionale della zona di Urzulei è particolarmente impervio, ma comunque accessibile: fuori dal centro abitato, verso sud, si possono imboccare alcune stradine che conducono ai piccoli centri di Lotzorai e Talana. Lungo i percorsi si potrà notare un gruppo di monti di modesta altezza appartenenti al Supramonte di Urzulei, come il Monte Orosei e il Monte Mudungia , rispettivamente di 957 e 777 m. di altezza, i quali, a loro volta, dominano la vasta valle del Rio 'e Gurue, una pianura molto ampia che si allunga sino alla costa di Tortolì. Percorrendo la strada Baunei-Dorgali, invece, si può ammirare il fantastico passo Genna Silana, un vastissimo bastione che si affaccia su un panorama spettacolare sul mare della Costa Silana. Procedendo oltre verso Dorgali, dopo alcuni Km, si potranno percorrere i margini delle splendide gole di Gorroppu e del Rio Flumineddu, caratterizzate da imponenti rocce arrotondate dal fascino selvaggio che precipitano nel vuoto.Una volta superata la gola del Rio Flumineddu, il fiume più importante del Supramonte di Uzulei, sono facilmente raggiungibili i bellissimi nuraghi Mereu e Gorroppu, situati nel Supramonte di Orgosolo.
Continuando, invece, a procedere sulla S.S. 125, oltre Baunei, si arriverà nei pressi del centro montano di Villagrande Strisaili, posto al confine tra la Barbagia e l'Ogliastra. I suoi dintorni sono molto ricchi di acque e di boschi, tra i più famosi nell'isola. Tra di essi, infatti, bisogna ricordare quello di Santa Barbara, raggiungibile deviando dalla S.S. 125 sulla S.S. 389, nella periferia del paese. Sempre proseguendo sulla medesima strada è anche possibile arrivare al bosco Saromini, dominato dalla imponente Punta Suana, di 1.165 m., sino a raggiungere Talana, un altro centro molto suggestivo. La zona sud-orientale del Gennargentu, appartenente a Villagrande, è caratterizzata da tratti di foresta e immensi valloni molto selvaggi, tra i quali si deve citare quello di Tadderì, dominato dai monti Bruncu Allueinfogu e Tuddai, rispettivamente di 1.492 e 1.319 m. di altezza. Inoltre, è particolarmente interessante l'area circostante il lago dell'Alto Flumendosa, il più scenografico dei laghi sardi, facilmente raggiungibile se si segue la S.S. 389. Formatosi grazie alle purissime sorgenti del Flumendosa, il secondo fiume più lungo della Sardegna, con i suoi 122 m., è di grande interesse paesaggistico e ambientalistico. Nei suoi pressi è altresì possibile visitare un sito archeologico molto importante e suggestivo, il tempio nuragico S'Arcu 'e Is Forrus, situato ad ovest della S.S. 389.Anche il settore centro meridionale del Gennargentu è sicuramente molto bello ed interessante. Proseguendo, verso sud, sulla S.S. 389, si arriverà al cosiddetto bivio Carmine, ove si potrà imboccare la S.S. 198 per la località di Arzana, un caratteristico paese di pastori posto sul costone del bel Monte Idolo. La strada, poi, sale repentinamente seguendo i costoni delle profonde valli scavate sul lato meridionale del Gennargentu, sino a giungere al bellissimo nuraghe Unturgiadore (il cui nome si riferisce all'unturgiu, l'avvoltoio in sardo). Da tale punto sarà necessario proseguire a piedi verso nord e attraversare il fitto bosco di Tedderieddu, in direzione della fantastica Punta Lamarmora o Perda Crapias, la cima più elevata dell'isola con i suoi 1.833 m. di altezza, sormontata da una grande croce. A sud di Arzana si trova la piccola capitale storica dell'Ogliastra, il paese di Lanusei, ricco di scorci e di vedute molto interessanti. Nei suoi dintorni, lungo la strada che la collega al centro di Gairo, si potrà accedere al bosco Selene e al villaggio nuragico omonimo, presso il quale si trovano un campeggio e un punto di ristoro. Poco più avanti, invece, la strada sale sulla sella tra il Monte Sa Ceresia e la Punta Tricoli, rispettivamente di 1.105 e 1.211 m. di altezza. Sul vicino Monte Armidda, di 1.270 m., sorge un bellissimo ed interessante osservatorio astronomico, visitabile su prenotazione, dal quale sarà possibile ammirare un panorama meraviglioso su tutta l'Ogliastra dell'interno ma soprattutto sulla sua costa. Poco più a sud di Gairo, sorgono altri due piccoli centri molto caratteristici: quello minuscolo di Osini e quello un pò più grande di Ulassai, posto in una posizione molto caratteristica nella gola che si è formata tra i tacchi dei monti Bruncu Pranedda, a sud, e S'Armidda, a nord. Nei dintorni dei paesi di Osini e Ulassai è possibile visitare sia la splendida Grotta Su Murmuri, una delle più belle in Sardegna, sia l'antico e suggestivo villaggio religioso di Santa Barbara, presso il quale sono attive, in inverno, delle meravigliose cascate.
Anche il centro di Jerzu è particolarmente importante. Posto a sud di Ulassai, esso è famoso in Italia e all'estero per la sua grande e sempre fiorente attività vitivinicola, la quale ha reso noto il buonissimo e tipico vino Cannonau.Voltando a sinistra ad un bivio posto tra Ulassaie Jerzu, si potrà giungere alla base degli enormi tacchi d'Ogliastra, delle splendide rocce calcaree che si ergono sopra un basamento costituito da altrettante rocce. Il più alto tra questi è sicuramente la Punta Corongiu, di 1.009 m., sopra il quale si potrà ammirare un fantastico paesaggio su tutto il Gennargentu. Un altro paese dell'interno è Perdasdefogu, circondato da vastissimi pascoli e foreste posti a ridosso del selvaggio Salto di Quirra, su cui domina la cima del Monte Cardiga. Sono notevoli anche i paesaggi che si estendono lungo la strada per Escalaplano, in particolare verso il Rio Flumineddu, importante affluente del Flumendosa, e verso la sua nuova diga.
Ogliastra La storia
Le tracce dei primi insediamenti umani in Ogliastra risalgono probabilmente al Neolitico e sono state rinvenute all'interno delle grotte del Supramonte di Baunei. Gli uomini preistorici, comunque, vivevano anche lungo le coste e le cale, cibandosi di vegetazione spontanea, di cacciagione e di pesca, sebbene le continue incursioni piratesche li costrinsero a spostarsi verso l'entroterra e a dare, così, origine ai primi paesi montani, all'interno dei quali incominciarono a praticare l'agricoltura e la pastorizia. Il culto pagano dei popoli prenuragici è testimoniato dai vari reperti che sono stati rinvenuti nella zona, come utensili di vario genere, anfore di diverse dimensioni e punte di frecce. L'Ogliastra, poi, è particolarmente disseminata di Nuraghi, spendide e suggestive casa-fortezze, e di Tombe dei Giganti, ovvero tipi di sepolture nuragiche che testimoniano una notevole concentrazione di popolazioni nella regione. Il nuraghe è uno dei simboli più conosciuti della Sardegna, forse il monumento più rappresentativo della sua storia millenaria. E' un'imponente costruzione di forma semplice o complessa che può raggiungere e superare i 20 metri di altezza. Può sembrare inverosimile che che molte di queste costruzioni, erette con la tecnica della pietra a secco, si siano conservate così integre sino ai giorni nostri. Essi sono un vero e proprio gioiello dell'architettura preistorica, la quale testimonia l'altissimo livello di sviluppo che la civiltà nuragica raggiunse nell'età del bronzo. Durante il VII secolo a.C. la zona venne occupata dai Fenici, dai Punici e, successivamente, dai Romani, popolo del quale sono a tuttoggi presenti, lungo la costa, varie tracce e ruderi di villaggi. In seguito, dopo la conquista della Sardegna da parte dei Pisani, essa venne occupata dagli Aragonesi nel 1323, come testimonia la presenza di diverse torri costiere e di varie chiese campestri. Nel XII secolo la Sardegna era divisa in Giudicati e l'area dell'Ogliastra apparteneva al Giudicato di Cagliari, ma solo agli in izi del XIII secolo i Pisani, prima di venire cacciati dall'isola dagli Aragonesi, la resero Giudicato indipendente. Con il trascorrere dei secoli, comunque, la storia dell'Ogliastra è comune a quella del resto della Sardegna fino all'arrivo dello Stato Piemontese, al quale è dovuta la distruzione del suo originario, rigogliosissimo manto boschivo d'alto fusto. Durante i millenni, le varie popolazioni esterne che hanno colonizzato la Sardegna si sono sempre impadronite dei suoi tesori, delle sue foreste, del suo mare. Ma, in compenso, hanno anche ricevuto qualcosa, la malaria e la peste, le terribili malattie che le hanno costrette ad abbandonare l'isola e che hanno rafforzato il carattere e la fierezza delle genti locali.
I centri ogliastrini più importanti
All'osservatore attento non potrà sfuggire come la maggior concentrazione dei villaggi risieda nelle parti più alte del sistema montuoso dell'Ogliastra.
Tali centri sono disposti a breve distanza l'un dall'altro, ognuno con diversa forma ed estensione. Centri come Jerzu, Ulassai, Osini e Gairo, disposti a ridosso dei tacchi calcareo-dolomitici, sono tipicamente "montani" ed hanno diversificato le loro attività economiche sviluppando in modo notevolissimo la viticoltura. Lungo il litorale, invece, i paesi che gravitano intorno a Tortolì (Barisardo, Loceri, Lotzorai, Girasole e Triei) hanno creato attività complementari a quelle del sistema agro-pastorale. In un'area abitata da circa 20.000 persone, il paesaggio è molto variegato: diverse migliaia di ettari di vigne, caratterizzate da un numero straordinario di piante da frutto di ogni specie, danno un prodotto così altamente qualificato da essere esportate nel resto d'Italia e anche all'estero. La pastorizia occupava una posizione tutt'altro che prevalente durante la seconda metà del XIX secolo: poco più di 60.000 pecore su tutto il territorio, e capre in numero molto inferiore, consentivano la produzione di formaggio quasi esclusivamente per il consumo diretto. Oggi, invece, la produzione del formaggio e dei suoi derivati è considerata come una delle più importanti e fruttuose attività economiche della zona. Il centro principale dell'Ogliastra, come si è detto, è Tortolì, ( http://tortolissima.blogspot.com/ ) . E' il paese più popoloso ed economicamente più importante d'Ogliastra, con i suoi oltre 12.000 abitanti ed insediamenti industriali quali l'Intermare Sarda e la Cartiera di Arbatax. La sua è una zona di lontana origine nuragica, testimoniata dalla presenza di sette nuraghi nel suo agro comunale e di vari reperti archeologici disseminati nella zona di Orrì. In tale località, infatti, sono presenti complessi prenuragici e reperti di età romana e spagnola. In località Monte Terli, a sinistra della spiaggia che porta al mare, si trovano anche delle domus de janas risalenti al 2.700-1.800 a.C., costituite da un numero vario di celle semicircolari comunicanti per mezzo di sportelli quadrangolari. Sempre nella stessa zona, sulla destra rispetto alla strada, a 400 metri dalla chiesa di San Salvatore, in località S'Ortali e Su Monti, vi sono i resti di un nuraghe e una tomba dei giganti. Presso la chiesa campestre di San Lussorio, a circa 3 km dal centro abitato, si trovano invece le rovine di un villaggio risalente all'età romana. Tortolì, inoltre, è il vero e proprio polo turistico della zona poichè, a poca distanza dal paese, si alternano splendide spiagge, stupende insenature di granito e scogliere dalle rocce di color rossastro. Il paese di Arbatax è un centro commerciale e turistico di notevole importanza. Il suo nome deriva da una parola araba che significa "quattordicesima torre", per la torre saracena che domina il lungomare. Arbatax è nata come villaggio di pescatori, molti dei quali provenienti dalla vicina Ponza, e dalla pesca ha ricavato le sue maggiori fortune grazie ad una notevole varietà di pesci e crostacei. A sud di Tortolì si trova Barisardo, di circa 4.000 abitanti, circondato dalle verdi e dolci colline di Su Pranu e Pizz'e Monti e dagli altipiani di Teccu e Su Crastu. Il suo nome antico era Barì, ovvero "lago acquitrinoso", come veniva definito dalle popolazioni che la invasero. Delle tracce di insediamenti umani nella zona si hanno a partire dal terzo millennio a.C., con abbondanza di reperti archeologici: particolari Tombe dei Giganti, interessanti nuraghi come quello di Niedda Puliga, e una torre aragonese del XVI secolo, costruita a guardia della costa per l'avvistamento delle continue incursioni piratesche. La storia del periodo punico-fenicio-romano coincide con le vicende ogliastrine, testimoniate dalla presenza, ad appena 13 Km di distanza, del centro commerciale e portuale di Solki (l'attuale Girasole). Con l'avvento del Cristianesimo sorsero numerosi villaggi intorno a chiese rurali, quali Sant'Antine, Santa Susanna, San Leonardo e Santa Cecilia. Successivamente, le incursioni barbariche diedero origine alla nascita della villa di Barì, a circa 4 Km dalla costa. La costa bariese, lunga circa 9 Km, inizia dalla bella spiaggia di Cea e continua con la rocciosa Punta Niedda, propaggine di un antichissimo vulcano spento, per aprirsi alle larghe e spaziose spiagge della torre, fino alla Marina di Gairo.
A nord di Tortolì, invece, sorge l'altro centro di grande importanza, Baunei - Santa Maria Navarrese, posto ai piedi di un versante calcareo poggiante su scisti paleozoici. L'area circostante la zona, ricca d'acqua poichè posta ai piedi del versante, in corrispondenza dei calcari carsificati e delle rocce scistose impermeabili, ha sempre attratto l'uomo, il quale vi si è stabilito definitivamente nonostante i fenomeni franosi che si sono ripetuti in occasione delle grandi piogge. Il paese di Baunei, il cui nome deriva dal greco Bainos, ovvero "fossa di calce", conta poco più di 4.000 abitanti, è situato sulla costa meridionale del Montessanto e domina la piana di Tortolì. Possiede delle tipiche abitazioni a più piani, costruite in muratura di granito e affacciate sui vicoli scoscesi e stretti del centro storico. Le strade, generalmente strette, un tempo lastricate di ciottoli fluviali, si dipanano all'interno del centro storico variando continuamente di quota. Santa Maria Navarrese, invece, piccola frazione di Baunei, è di origine spagnola, conserva ulivi millenari e vaste spiagge con scogli di porfido rosso. E' un luogo vacanziero di notevole prestigio, grazie soprattutto al recente porticciolo turistico e alle belle ville sul mare. La storia narra che nel 1052 una principessa di Navarra, per scampare ad un naufragio, trovò riparo con la sua nave nel porto e, come ringraziamento, fece edificare una chiesetta dedicandola a Santa Maria. Per tale motivo il paese prese il nome di Santa Maria Navarrese. Nella sua zona circostante, inoltre, sarà possibile ammirare la tipica costruzione pastorale dell'Ogliastra, Su Pinnettu, una sorta di capanna a pianta circolare con muratura a secco e copertura in tronchi e rami di ginepro. Ancora oggi, essa assolve il compito di dimora temporanea dei pastori, costretti a spostarsi da una zona all'altra del territorio con le loro greggi.
Altro centro montano principale è Lanusei, importantissima località di origine romana di circa 6.000 abitanti che sorge in una magnifica posizione su un costone aperto verso il Mar Tirreno, ricco di scorci e di panorami affascinanti. E' il paese culturalmente più importante d'Ogliastra, sede della Diocesi e del Collegio dei Salesiani, del Tribunale, nonché dell Ospedale Civile. Nelle sue campagne furono trovati oggetti rari e preziosi: da monili a pietre originali, da monete puniche a numerosi complessi nuragici e prenuragici. Sospeso tra mare e montagna, il paese, circondato da numerosi boschi di elci, castagni, noci e querce, all'interno dei quali son presenti ricchissime sorgenti naturali, ebbe anche la funzione di capoluogo della curatoria d'Ogliastra in epoche più recenti. Il centro è anche rinomato per il suo clima, per una ricca varietà di animali nel suo interno quali volpi, cinghiali e moltissimi rapaci ma soprattutto per la presenza del fantastico Osservatorio Astronomico "F. Caliumi", situato sulla cima del Monte Armida, della cattedrale di Santa Maria Maddalena e della chiese campestri di San Cosimo e Damiano.
I piccoli paesi dell'Ogliastra settentrionale Nei pressi di Baunei sorgono i piccoli centri di Triei e, verso l'entroterra, Urzulei e Talana. Il paese di Triei è immerso in una zona verde, ricchissima di diverse specie faunistiche e di acque potabili dalle facoltà particolarmente diuretiche. L'insediamento umano nel sito attuale è sicuramente dato dalla provenienza dei popoli antichi dall'altipiano di Golgo. Famoso per un suo tipico piatto locale, il brodo e l'arrosto di capra, il centro è anche il protagonista di un'antica leggenda, la quale narra di un favoloso tesoro custodito in una tomba dei giganti che si trova nei suoi pressi. Urzulei, invece, il cui nome di origine nuragica significa "rampicante d'Ogliastra", è un paese di circa 1.600 abitanti circondato da ben 24 nuraghi. Secondo una leggenda, il centro, in antichità, era circondato da diversi piccoli villaggi, scomparsi uno ad uno per via delle terribili pestilenze che si svilupparono in zona.Il territorio circostante il centro abitato è di circa 130 Kmq ed è ricchissimo di doline, grotte e boschi del Supramonte. Sono suggestive le fantastiche escursioni nei dintorni di Urzulei, come nella Gola di Gorroppu, nella Costa Silana e sulla Punta Is Gruttas, territori ricchi di grotte insplorate. Di grande interesse è la grotta di Su Palu, sbarrata all'ingresso da una inferriata verniciata di giallo. Il fascino delle grotte non si ferma soltanto all'arte e alla fantasia espresse dalla natura. In una di esse, nel santuario ipogeico di Sa Domu e S'Orcu, è stato rinvenuto un bronzetto che sembra rappresentare una "Pietà" nuragica. Si colgono echi del passato anche nelle musiche, nei balli e nelle gare poetiche, nonché nei riti sacri che Urzulei dedica in onore a San Giorgio, vescovo di Suelli, nella penultima settimana di agosto, a cui è intitolata la chiesa del XV secolo che si erge ai margini dell'abitato. Infine, Talana, con circa 1.300 abitanti, è un paese di origine etrusca, come lo si può immaginare dal suo nome, il quale deriva da quello di una divinità femminile. Centro circondato da nuraghi, posizionati anche oltre i 1.000 metri di altezza, come quello che spicca sulla vetta di Bruncu Pisu Cerbu, esso è anche noto per le belle escursioni che si possono fare nei suoi boschi, Padente Mannu e Gudunu. Le vie delle case di Talana sono irregolarissime per direzione ed ampiezza e le abitazioni sono costruite in granito e argilla. Un tempo il paese era molto famoso per la presenza, nei suoi pressi, di diverse sorgenti dall'acqua limpida e pura. A tuttoggi continua ad essere rinomata, nonostante il cemento che la avvolge, la Funtana Ovelio, a meno di 2 Km di distanza dall'abitato, mentre a circa 4 Km è possibile visitare la bellissima Funtana 'e Filigi, nei pressi di una graziosa chiesetta di recente costruzione e dedicata a San Giovanni. Anche diverse superstizioni e fantasie hanno grandi radici a Talana. Un'antica leggenda racconta della scomparsa di un bambino e della apparizione di Sant'Efisio al padre disperato. Il santo promette il ritrovamento del figlio in cambio della costruzione di una chiesa in suo onore. Il miracolo avviene e oggi, ogni prima domenica di maggio, una grande festa apre il ciclo delle sagre campestri in tutta l'Ogliastra.
I paesi al centro dell'Ogliastra Procedendo verso sud, si potranno visitare altri centri molto caratteristici come Villagrande Strisaili, Lotzorai, Girasole, Arzana, Elini e Ilbono. Il paese di Villagrande Strisaili, il cui nome non è altro che la traduzione del toponimo sardo "Bibbia Manna", cioè "Villaggio Grande", conta 3.870 abitanti ed è anch'esso ricco di vari complessi nuragici e prenuragici. Molto notevole è il nuraghe Su Strumpu, posto nella periferia del centro abitato. Inoltre, sono diverse le tesimonianze di insediamenti preistorici dal Neolitico all'età del Bronzo: Monte Giuoro e i suoi villaggi nuragici, Sa Conca 'e Pira, Onne di Su Pradu, Marruscu con il suo nuraghe, Colle Abbruxau con alcune domus de janas e una tomba megalitica, Serra 'e Trocculu con un nuraghe a corridoio, S'Arcu e Is Forros con il tempio che conserva un ricco deposito di bronzi votivi e Porcu Abba e Sa Carcaredda con altre Tombe dei Giganti. Inoltre, le fitte foreste che circondano il suo agro, tra le quali la più importante è quella di Santa Barbara, contengono numerosi castagni, querce e diverse qualità di funghi. Alle leggende e alla fantasia popolare è affidata anche la nascita della chiesa del patrono San Gabriele, al quale viene dedicata una sagra nei primi due giorni di agosto, preceduta dall'altrettanto interessante sagra di santa Barbara, nella seconda domenica di luglio. Alle sagre si aggiungono degli appuntamenti invernali molto suggestivi, come le feste di Sant'Antonio Abate e San Sebastiano, rispettivamente il 16/17 gennaio e il 19/20 dello stesso mese, durante le quali vengono accesi dei grandi falò in piazza che illuminano a giorno tutto il paese. Il centro di Lotzorai, poi, conserva tracce di presenza punica, come i resti dell'antico Castello di Medusa ed altri vari reperti archeologici. Le più antiche testimonianze rinvenute finora raccontano del suo primo abitante, Lozoranus, un contadino risuscitato da San Giorgio Vescovo di Suelli che ha dato il nome al paese. Il centro è situato a circa 1 Km dal mare ed è posto tra due fiumi, il Rio Pramaera e il Rio Girasole. Tra le numerose attrazioni del paese, oltre al Castello Medusa, vi sono degli splendidi complessi di Domus de Janas e vari reperti nuragici. Molto bella è anche la zona costiera, ricca di campeggi e di servizi per i turisti. Si deve citare la frazione di Tancau, oggi zona di ville e alberghi, dalla cui spiaggia si potrà ammirare il fantastico Isolotto d'Ogliastra. A breve distanza si trova Girasole, un piccolo borgo con pochi abitanti. Il suo nome deriva da un vocabolo di origine nuragica, Gelisuli, con probabile riferimento ai "passeri", uccelli di cui la zona era particolarmente ricca, ed è l'unico paese ogliastrino che si trova nel medesimo sito da oltre tremila anni. In epoca romana, vicino all'abitato, esisteva l'importante porto di Sulci, a sua volta collegato, tramite funi d'acciaio, all'isolotto Ogliastra. Ad ovest di Tortolì, ai piedi del Monte Idolo, sorge il paese di Arzana, di circa 3.000 abitanti, il cui nome antico era Arthana, ossia nebbia o brezza fredda. In seguito ad alcuni scavi che sono stati effettuati nella zona, si è potuto rilevare che nei pressi della cittadina sorgevano delle terme, dette Is Bagnus, in cui Fenici e Romani si recavano per purificarsi. L'area è ricca di boschi nei quali vivono pernici, mufloni, lepri e conigli, mentre nella zona chiamata Taddei si trovano gli alberi di tasso più vecchi d'Europa. Di notevole interesse archeologico sono i monumenti in pietra neolitici delle Domus de Janas di Perdixi, le testimonianze nuragiche di Unturgiadore, Sa 'e Corrocce, Sa Tanca e Ruinas, a cui si associano i meno evidenti resti di capanne di villaggi e ruderi di tombe megalitiche in rovina. Tra le risorse del paese si deve ricordare l'abilità delle ultime artigiane del telaio, oltre all'immensa ricchezza del suo patrimonio idrico, rappresentato dalla sorgente montana di Funtana Orrubia. Tra le feste più importanti, invece, si devono citare quelle di San Giovanni Battista, il 24 giugno, e di San Vincenzo Ferreli, celebrata l'ultima domenica di agosto. Procedendo oltre, si incontrerà la piccolissima Elini, immersa nel verde. Sono interessanti le escursioni nel vicino bosco Carmine e nelle aree limitrofe, dove vi sono ampi campi coltivati con diverse colture.
Tra Arzana e Lanusei, invece, è possibile visitare Ilbono, adagiato ai piedi delle ultime propaggini del Gennargentu e circondato da numerosi nuraghi, come quelli di Pira Inserì e Cheri, ancora ben conservati. Il paese, che conta 2.400 abitanti, è immerso in una vegetazione ricca di vigneti e di uliveti e possiede un interessante centro storico, sviluppatosi intorno alla caratteristica Piazza di Funtana de Idda. Sulle viuzze del paese si affacciano delle case molto antiche, con finestre minuscole e senza vetri e con suggestivi balconi in ferro battuto. Ilbono ha una forte tradizione religiosa: sono molto interessanti, infatti, le chiese campestri di San Rocco e San Pietro, e quella di San Cristoforo, del XVII secolo, che sovrasta il paese. Presso la località Banuxi, invece, confluivano tre antichissime strade che provenivano dalle coste di Cea, Barisardo e dal porto di Tortolì. Gli abitanti di Ilbono, inoltre, sono abilissimi artigiani, come lo dimostrano i numerosi laboratori e le bellissime opere artistiche sparse per il paese, come quelle di Piazza Lussu, noto pittore di Ilbono, di Piazza Sammunadorgiu e di Piazza dei Caduti.
I caratteristici centri del Sud Anche l'area più meridionale dell'Ogliastra è particolarmente ricca di paesini molto suggestivi come Gairo, Loceri, Osini, Ulassai, Jerzu, Ussassai, Cardedu, Tertenia e Perdasdefogu.Gairo, il cui vecchio nome etrusco era Xaire, dalla traduzione imprecisata, si trova in una posizione geologica molto interessante, in quanto sede di antiche frane del Quaternario, tuttora in movimento. L'abitato di Gairo Vecchio fu colpito da diverse alluvioni, tra le quali la più drammatica risale al 1951, e così la popolazione si trovò costretta a trasferirsi in un nuovo borgo più a monte, con il nome di Gairo Sant'Elena. Il nuovo paese conta, oggi, quasi 2.000 abitanti e possiede un territorio di circa 80 Kmq, dove si vive soprattutto di pastorizia. Un tempo la sua zona era ricchissima di boschi di lecci, ma purtroppo vasti incendi hanno impoverito e denudato gran parte dei suoi antichi paesaggi, compreso il bellissimo torrione calcareo di Perda Liana, alto 1.293 metri, dal quale si può ammirare una vista molto suggestiva. Una volta erano tanti i mufloni e gli uccelli di rapina che nidificavano sul monte. Sono anche tante le testimonianze di una lontana frequentazione di comunità neolitiche, soprattutto nell'area nuragica di Serbissi e in quella archeologica di Perdu Isu, mentre dei resti appartenenti all'età del Bronzo sono stati ritrovati ai piedi del bastione roccioso di Taquisara. Gairo una località bellissima anche la sua marina, ricca di spiagge dalla sabbia finissima e dal mare cristallino, e per le sue grotte, tra le quali Sa Rutta e Su Marmu sono sicuramente le più famose.Loceri, il cui popolo, i Luceri, era conosciuto già dall'epoca della fondazione di Roma, oltre a conservare alcuni importanti reperti nuragici, è diventato famoso in Sardegna in seguito al ritrovamento, nelle sue campagne, di circa 600 antiche monete romane. Esso conta appena 1.500 abitanti ed è circondato da una fittissima vegetazione di oliveti e vigneti. Inoltre, è ricco di importanti reperti archeologici, come le Domus de Janas di Sa Mardona e i nuraghi Cea e Su Nuragi. Sono molto caratteristiche anche le chiesette campestri, come quella di S. Bachisio, del XVII secolo, e quella del Sacro Cuore, situata lungo la strada per Lanusei. Tra le più importanti attività di Loceri occupa un posto rilevante l'artigianato: sono fantastiche sia le ceramiche locali sia i ricami a mano e i lavori all'uncinetto. Il piccolo borgo di Osini, a sua volta, è di chiara provenienza etrusca, come testimonia il suo antico nome Osinos, ovvero "nuovo villaggio". Circondato anch'esso da vari nuraghi, come quello di Serbissi, possiede, nei suoi dintorni, le splendide ed interessanti grotte di Ciarmidda, Lioni ed Orroli, all'interno delle quali i Romani tenevano prigionieri gli indigeni.
Il centro di Ulassai, invece, si affaccia sulla valle del Rio Pardu, a 720 m. di altitudine, e conta poco più di 2.000 abitanti. Esso venne insediato da alcune popolazioni greche, le quali gli diedero l'appellativo originale di Kelastros, cioè "agrifoglio", pianta molto comune nella zona. Racchiuso da rocce e guglie che favoriscono il fenomeno dell'eco, l'area può vantare la presenza di due splendide grotte tutte da visitare, come quella di Su Marmuri, lunga 1.000 metri e larga tra i 30 e i 50 m., e quella di Lianas, tra le più grandi ed imponenti della Sardegna. Inoltre, sono stupende le cascate che nei periodi di grande piovosità risultano ancora più affascinanti, chiamate Le Quarci e Lecorci. Sono molto belli anche i nuraghi presenti in zona, come quelli di Trucculu, Ibba de Su Accili e Pranu, appartenenti al II Millennio a.C. Il paese di Jerzu, come si è accennato, è noto come la "città del vino", quindi molto famoso per i suoi vigneti ma anche per i particolarissimi tacchi, caratteristiche montagne a forma di torre ed habitat naturale di diverse specie faunistiche, tra cui cinghiali e aquile reali. Il paese, infatti, sorge a circa 500 m. sul livello del mare ed è circondato dai tacchi calcarei di Porcu 'e Ludu e Triscu. Il centro abitato appare come un'ampia terrazza che guarda sul mare e si avvicina, con le sue propaggini, alla zona di Pelau, ove sono collocati gli impianti a vigneto del Cannonau. Il suo territorio è assai ricco di siti archeologici, come la necropoli del Monte Corongiu, con tombe di origine punica, e circa 30 nuraghi che circondano il paese. Oggi, Jerzu è un centro che tiene molto a salvaguardare il proprio patrimonio ambientale ed ha istituito un Museo Naturalistico e Ambientale sito a circa 5 Km dalla S.S. 131, presso il passo di Genna 'E Cresia. A breve distanza, Ussassai, il borgo più piccolo d'Ogliastra, conta poco meno di 900 abitanti su 48 Kmq di territorio. Esso possiede vari complessi nuragici, tra cui spicca il nuraghe Nuraxi, le torri megalitiche di Taccu Addai e Pistolurci e le Domus de Janas di Cost'er Gianas, Aurraci, Orgìa e Perdobia. Inoltre, sono bellissime da visitare anche le sue aree montane, come Tacchixeddu, Taccu Mannu e Sa Bucca 'e Boboi, di grande interesse geologico, faunistico e floristico. L'economia del paese è basata fondamentalmente sulla pastorizia degli ovini e caprini e sulla agricoltura, la quale si occupa soprattutto della coltivazione delle ottime mele a "guancia rossa", dal gusto dolce e delicato.Poco più a sud, verso la costa, si trova Cardedu, comune agricolo di recentissima istituzione, in quanto la sua popolazione fu costretta a trasferirsi in altre zone, in seguito alla grande alluvione del 1951. Divenne dapprima frazione di Gairo e, solo nel 1984 comuna autonomo. Il paese conta circa 1.450 abitanti e si estende su di un territorio di circa 2.000 ettari, ricchi di vegetazione mediterranea e di boschi secolari che circondano l'imponente Monte Ferru, di 875 metri. Il mare di Cardedu ha un fondo sabbioso e un litorale ricco di piccole insenature e calette incantevoli, particolarmente incontaminate e selvagge. L'agricoltura è il settore principale della sua economia, grazie anche ai suoi terreni molto fertili. Cardedu possiede anche dei beni archeologici molto importanti come nuraghi, domus de janas e un bellissimo pozzo sacro, chiamato Su Presoneddu.Procedendo verso meridione lungo l'Orientale Sarda 125, si giungerà, poi, a Tertenia, altro centro di origine greca. Sorge nella valle compresa tra il Monte Ferru e il Monte Arbu, a soli 100 Km da Cagliari. Il suo è un territorio vario, aspro e frastagliato, ricco di corsi d'acqua. E' rilevante, nei pressi della località di San Giovanni di Sarrala, sulla costa, la presenza del bel nuraghe Su Concali, mentre verso l'interno si potranno visitare i fantastici boschi di Su Crabiolu e Su Fustiraxili, ricoperti da una macchia rigogliosissima. Il paese, in passato, si distingueva soprattutto per la sua produzione mineraria: erano infatti note le miniere di Bau Arena, Sarrala e Barisoni-Porto Santoru. A tuttoggi, Tertenia cerca di valorizzare al massimo le proprie bellezze paesaggistiche e naturalistiche sia montane che costiere, visitate ormai ogni anno da centinaia di turisti. Inoltre, sono molto caratteristici i siti archeologici che si trovano nei suoi pressi: sono stupendi i nuraghi Nastasi, Longu e Aleri e le grandi e numerose domus de janas. Infine, non si può certo dimenticare il piccolo ma interessante paese di Perdasdefogu, il cui nome, formato dai vocaboli "perdas" e fogu", pietre e fuoco, ha sicuramente delle origini latine. Il suo nome deriva dal fatto che il suo territorio circostante è particolarmente ricco di antracite, litantrace e pietre di silice (quelle con cui gli uomini primitivi accendevano il fuoco), nonché di giacimenti carboniferi che vennero sfruttati maggiormente tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Il suo territorio, inoltre, è ricco di moltissimi paesaggi montani e di grotte naturali fantastiche, tra le quali bisogna ricordare quelle di Sungurtidorgia e Sungurtidorgedda, lunghe circa 20 metri e considerate come le cavità carsiche più interessanti d'Europa. In particolare, poi, la zona è molto interessante dal punto di vista geologico e botanico: nella zona di Cardiga, infatti, sono ancora oggi visibili ad occhio nudo i resti di alcuni fossili preistorici come i mummuliti, individuati e studiati attentamente dal generale Alberto Lamarmora nell'800.
Una vacanza all'insegna
del benessere
Tra le attività sportive che permettono di scoprire un ambiente naturale estremamente vario, in Ogliastra è possibile praticare trekking, free-climbing, deltaplano e parapendio, mountain bike, equitazione, canoa, bungee jumping, immersioni subacquee ed escursioni speleologiche.Sul posto si organizzano corsi di formazione sportiva sia per principianti sia per coloro che praticano abitualmente vari tipi di attività fisica. Tra gli sport più divertenti ed interessanti vi è quello della canoa, particolarmente entusiasmante quando il mare è liscio come l'olio, il cielo è privo di nuvole e la temperatura non è rigida. L'itinerario marino più suggestivo è sicuramente quello che parte da Cala Luna sino a Cala Goloritzè, poichè unisce, in un unicum, l'attività sportiva all'osservazione geologica dei diversi tipi di rocce e grotte che si incontrano lungo il percorso. Altra attività molto affascinante è l'immersione subacquea, praticata da coloro che sono sempre alla ricerca di emozioni diverse.Nelle profondità dello stupendo mare del golfo ogliastrino si potranno ammirare numerose e variopinte specie di fauna ittica; inoltre, di fronte alla spiaggia di Cala Luna, è possibile effettuare una delle immersioni più significative ed interessanti: infatti, a circa 30 metri di profondità, adagiato sul fondo, si estende il fantastico relitto del mercantile italiano Nasello, affondato da un siluro durante la Seconda Guerra Mondiale. Fuori dall'acqua, invece, in sella ad una mountain-bike, si potranno scoprire tutti i segreti più nascosti dell'ambiente ogliastrino. La varietà del territorio offre al cicloturista una vasta gamma di alternative: dai comodi sentieri facili da percorrere, soprattutto lungo la costa, alle ripidissime e sterrate stradine del Supramonte e delle maggiori vette dell'entroterra.Le pareti di montagna sono il luogo ideale anche per chi pratica il free-climbing, l'arte di scalare rocce alte ed impegnative con molta fatica, ma che permette di raggiungere cime inaccessibili ed incontaminate. Tale sport richiede, comunque, una buona esperienza, ottima preparazione fisica e molta sicurezza. Attività un pò meno pericolosa è il trekking, il quale può essere praticato un pò da tutti. Tuttavia, anch'esso richiede un duro allenamento e una grande preparazione fisica, soprattutto per coloro che vogliono percorrere itinerari particolarmente impervi e lunghi.
http://it.youtube.com/watch?v=EVHTz7JM3nc
(Climbing in Villagrande Strisaili )
http://it.youtube.com/watch?v=kh5NJbmkjr0&feature=related
(Climbing in Ulassai )
http://it.youtube.com/watch?v=QFJlxIHrj1I&feature=related
(Climbing in Jerzu )
Tradizioni
e folklore
L'Ogliastra è molto famosa per le sue interessanti tradizioni e per le sue manifestazioni folkloristiche particolarmente suggestive. I lavori artigianali costituiscono una delle espressioni più caratteristiche dell'Ogliastra ed hanno raggiunto dei livelli elevati per il tipo e la qualità di produzione. Abilissimi artigiani sono capaci di creare oggetti pregevoli come tappeti, arazzi, coperte, cestini e costumi di ogni genere. Le coperte di cotone, ad esempio, vengono ancora ricamate in strettissimi nodi, proprio come un tempo, mentre i cesti vengono realizzati con dei materiali originali come asfodelo, paglia e giunco. Di particolare interesse, inoltre, sono le famose bisacce di Talana, le Bertule, molto caratteristiche per la loro tessitura di pelo caprino, e Sa Frassada, la coperta o tappeto di lana, fatta con telai secolari. Per quanto riguarda le manifestazioni folkloristiche più importanti, è possibile assistere a bellissime cerimonie religiose e civili che ripropongono dei riti antichissimi. Tra di esse, le feste dei Santi Patroni, durante le quali le donne anziane sfilano per le vie dei paesi in variopinti costumi. Soprattutto durante l'estate sono tantissime le feste campestri che vengono organizzate nei paesi ogliastrini, con canti, balli, giostre equestri e gare poetiche in sardo. A Santa Maria Navarrese, ad esempio, si potrà assistere, a f erragosto, alla caratteristica Sagra della Capra, il cui arrosto viene offerto gratuitamente ai presenti. La prima domenica di luglio, ad Arbatax, è molto interessante e spettacolare la Processione a mare, seguita, anch'essa, da una frittura di pesce offerta gratuitamente dai pescatori locali. Il secondo sabato di agosto, a Lanusei si celebra la festa campestre dei SS. Cosma e Damiano, con processione verso la caratteristica chiesetta nel bosco. Ad Arzana, invece, il 29 giugno si festeggia San Giovanni Battista, mentre a Barisardo la festa dedicata allo stesso Santo viene organizzata il 14 luglio.
Le migliori specialità gastronomiche
In Ogliastra si può scoprire il gusto di girare di paese in paese per poter scoprire delle specialità gastronomiche tutte diverse, molto originali e veramente gustose. Tra le pietanze più caratteristiche e deliziose è doveroso citare i buonissimi culurgiones, i tipici ravioli ripieni di formaggio fresco, patate ed erbe aromatiche, l'ottima Coccoi prena, saporitissima focaccia di patate, e Su Stripidi, la particolarissima pizza fatta con erba secca. La cucina, poi, è veramente originale nei paesi di montagna, dove l'arrostire la carne di capra, di pecora e di porcetto è il rito più importante, dalla tradizione millenaria. Ogni tipo di carne, infatti, richiede un diverso tipo di legna da ardere per ottenere sapori ed aromi dal gusto inconfondibile. La zona tipica dei prosciutti è quella dei paesi di Urzulei, Talana, Arzana, Villagrande Strisaili, mentre nell'area costiera sono caratteristici i piatti marinari. A Tortolì e a Barisardo sono ottime le zuppe di pesce e di scampi, i risotti alle seppie e i gamberoni alla griglia, per non parlare della deliziosa e ricercatissima aragosta. Altra pietanza molto deliziosa è la buttariga o bottarga, caratterizzata da uova di muggini estratte dall'animale al momento della cattura e poi pressate ed affumicate su graticole di canna. In montagna sono invece famosi i formaggi come il pecorino, dal gusto delicato e genuino, ottimo se assaggiato con del croccantissimo pistoccu, il pane in sottili sfoglie dalla fragranza e dal sapore eccezionali.
Durante le feste, inoltre, in molti paesi ogliastrini si cucinano altre pietanze molto caratteristiche. A Pasqua, ad esempio, viene preparata Sa Paniscedda o Coccoi de Angulli, un particolare tipo di pane con delle uova variopinte che vengono incastonate nella sua parte superiore. Tra i dolci più gustosi, invece, vanno ricordate le formaggelle, le pardulas, il gattò, gli amaretti e i piricchitti, tutti aventi in comune degli ingredienti genuini e in perfetta armonia tra loro, come uova, ricotta, mandorle, uva passa, noci, miele ed agrumi. Dolce tradizionale tipico del paese di Osini è il pan' e saba, a base di noci, mandorle, uova e farina. I vini locali, poi, meritano un discorso a parte. In Ogliastra il più famoso è il Cannonau, ottenuto dai fertili vigneti delle colline di Jerzu e delle aree limitrofe. Di colore rosso rubino, tendente all'arancione, ha un'alcolicità di 13,5° ed è fantastico se sorseggiato con arrosti e cacciagione.
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